Risarcimento per somministrazione di farmaco che causa la morte del paziente per shock anafilattico

Lo shock anafilattico è una grave forma di allergia che può portare anche alla morte, causata da ipersensibilità verso un’allergene (si può trattare di punture di insetto; farmaci; cibi)
Risulta di massima importanza rilevare i sintomi il più presto possibile per scongiurare eventi fatali.
Se così non fosse in tal caso si potrebbe prevedere una richiesta di indennizzo per mancata diagnosi.
Ma quando è il dottore ad aver causato lo shock anafilattico?
Su questo punto bisogna essere rigorosi. Infatti la struttura ospedaliera o il medico che somministra un farmaco senza aver preventivamente chiesto se il paziente ne fosse allergico è ritenuta civilmente responsabile.
In altre parole, anche se la corte in una recente sentenza, ha rigettato il reato di omicidio colposo per prescrizione, per il quale era indagato un dottore, i parenti della vittima hanno avuto diritto in sede civile ad un risarcimento per colpa medica.
Risulta inutile per il medico che ha somministrato il farmaco, indicare a propria difesa la mancata individuazione di allergie in anamnesi effettuata in pronto soccorso, ovvero da un medico che precedentemente aveva in osservazione il paziente.
E’ dunque indispensabile per il medico che voglia salvaguardare il diritto alla salute del paziente, specificare allo stesso o ai suoi più prossimi famigliari le varie sostanze, principi attivi ed eccipienti contenuti nei farmaci prima della loro somministrazione ed indagare su possibili allergie agli stessi.