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Casi di malasanità

Errore medico, quando e come richiedere i danni

Se ritieni di aver subito un danno da errore professionale medico “malasanità” non sempre è facile dover richiedere il ristoro dei danni subiti, ecco perché il nostro consiglio è quello di rivolgervi ad una agenzia super specializzata.

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Malasanità: shock anafilattico causato da errore medico

Risarcimento per somministrazione di farmaco che causa la morte del paziente per shock anafilattico

Lo shock anafilattico è una grave forma di allergia che può portare anche alla morte, causata da ipersensibilità verso un’allergene (si può trattare di punture di insetto; farmaci; cibi)
Risulta di massima importanza rilevare i sintomi il più presto possibile per scongiurare eventi fatali.
Se così non fosse in tal caso si potrebbe prevedere una richiesta di indennizzo per mancata diagnosi.
Ma quando è il dottore ad aver causato lo shock anafilattico?
Su questo punto bisogna essere rigorosi. Infatti la struttura ospedaliera o il medico che somministra un farmaco senza aver preventivamente chiesto se il paziente ne fosse allergico è ritenuta civilmente responsabile.
In altre parole, anche se la corte in una recente sentenza, ha rigettato il reato di omicidio colposo per prescrizione, per il quale era indagato un dottore, i parenti della vittima hanno avuto diritto in sede civile ad un risarcimento per colpa medica.
Risulta inutile per il medico che ha somministrato il farmaco, indicare a propria difesa la mancata individuazione di allergie in anamnesi effettuata in pronto soccorso, ovvero da un medico che precedentemente aveva in osservazione il paziente.
E’ dunque indispensabile per il medico che voglia salvaguardare il diritto alla salute del paziente, specificare allo stesso o ai suoi più prossimi famigliari le varie sostanze, principi attivi ed eccipienti contenuti nei farmaci prima della loro somministrazione ed indagare su possibili allergie agli stessi.

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Malasanità: ancora troppi casi di infezioni contratte in ospedale

Infezioni ospedaliere durante il ricovero dei pazienti

E’ proprio così: un malato viene ricoverato in un ospedale per curarsi da qualche patologia e in una percentuale che va dal 5 all’8% contrarrà un’infezione. Significa dunque che esistono fra i 450.000 e 700.000 casi di infezioni nosocomiali l’anno.

Questa la statistica rilevata al Forum Risk Management di Arezzo, dall’analisi dell’esperta Maria Grazie Pompa, del Ministero della Salute.

Il dato è ancor più sconvolgente se si pensa che ben il 30% di queste infezioni contratte dai pazienti assistiti in strutture sanitarie, è prevedibile. Basti pensare che la precauzione maggiormente sottovalutata è il lavaggio delle mani.

Le infezioni ospedaliere sono la complicanza più frequente e grave dell’assistenza sanitaria. Sono tali, le infezioni contratte durante il ricovero ospedaliero, o insorte dopo le dimissioni che non erano clinicamente provate né tanto meno in stato di incubazione al momento dell’ingresso.
Le infezioni ospedaliere o nosocomiali, oggi vengono meglio definite infezioni correlate all’assistenza sanitaria, poiché da circa 20 anni sono aumentati i luoghi di cura extra ospedaliera, per fare alcuni esempi citiamo le residenze sanitarie assistite per anziani (RSA), le assistenze ambulatoriali e domiciliari, ecc…

I pazienti sono le persone che all’interno di queste strutture hanno il rischio più elevato di contagio, seguiti da dottori, personale e studenti.
In maggior numero sono colpiti neonati e anziani, persone affette da altre patologie quali il diabete, l’HIV, l’anemia, i tumori, la malnutrizione.
In particolar modo chi si sottopone a trapianti e/o trasfusioni.

Sono diverse le modalità di contagio di un’infezione ospedaliera, per esempio il contatto con un veicolo contaminato quali: endoscopi, strumenti chirurgici, aghi, strumenti dentistici ecc…, il contatto fra una persona sana ed una infetta soprattutto tramite le mani, la trasmissione per via aerea, oppure anche attraverso il cibo fornito, i liquidi di infusione ecc…

Le infezioni ospedaliere più numerose sono quelle che colpiscono il tratto urinario, sono però in forte aumento quelle dovute a sepsi e da batteri quali lo staffilococco.

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